| “SOUL KITCHEN” di FATIH AKIN; GER, 09 |
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| Recensioni |
| Thursday, 21 January 2010 17:23 |
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There are no translations available. “SOUL KITCHEN” di FATIH AKIN; GER, 09. Amburgo: il ristorante Greco “Soul Kitchen” e il suo proprietario Zino attraversano varie vicissitudini, perché vorrebbe veramente proporre una “cucina dell’anima”. Omaggiato da un Premio a Venezia 09, è un divertente film corale. Il regista è turco: ma tedesco di seconda generazione; e il suo sceneggiatore, e protagonista del film, il simpaticissimo Adam Bouscoudos, è di origine greca. Nonostante le differenze etniche, che nelle loro patrie sono ostilissime tra loro, qui compongono una miscela esplosiva. Fatta di comune estraneità recuperata. Essi sono tedeschi: ma lo sono in modo particolare. In parte conflittuale con la cultura tradizionale dello stato ospitante i loro genitori; in parte consapevoli di esserlo anche con la loro origine culturale e parentale. E come reagiscono a questa strana appartenenza bi-etnica? Semplicemente portando avanti il senso del loro doppio legame quasi contestualmente, non in modi dissociati, ma assolutamente consapevoli. E il modo più efficace di abbattere gli steccati è la comicità. Essa tocca, coinvolge e stravolge le persone di varia nazionalità: tedesca, turca, greca con imperturbabile disordine e debordante carica umana, come in una giostra chiassosa, allegra e colorata. Ma con una scansione dei tempi, dei luoghi e dei ruoli ferrea, in cui tutto è saldamente e organicamente coeso. di Ciccio Capozzi |







